
3°Itinerario: Foresta Burgos - Pedras Rujas
- Erismanzanu - Castello di Burgos
Da Foresta
Burgos raggiunta larea di sosta La Pisanella, attrezzata per il pranzo
all aria aperta, ci si addentra in un bosco per raggiungere la località Pedra Ruja, in territorio di Bottida, dove - su
un altipiano caratterizzato da pascoli arborati a roverella - emerge isolato un bellissimo esemplare di Quercus suber, di
rilevante interesse scientifico, forestale e turistico. Alto 18 m, con il fusto di 4,40 m
di circonferenza, si presenta maestoso, specialmente per le robuste e caratteristiche
branche, che non hanno trovato ostacoli intorno, per cui si sono sviluppate liberamente in
modo naturale.
Il percorso prosegue nel
territorio di Burgos, dove andiamo a visitare il nuraghe Figuniedda, visibile anche
dalla SP 101.
Pur trovandosi vicinissimo
ad un ovile è ben conservato e ben tenuto, senza la solita vegetazione che impedisce la
visione totale del monumento.
Interessante nel corridoio
dingresso coperto con lastre di scisto piatte, garitta a destra e scala con crollo a
sinistra, che conduce alla camera circolare con tre nicchie disposte a croce e
nellottimo paramento, con le pietre di scisto molto regolari, che si può apprezzare
anche dallalto (la tholos, infatti, è crollata) insieme alla regolarità della
camera.
Proseguendo, ci addentriamo
nel territorio di Esporlatu, sino a giungere in località Erisrnanzanu, dove sono
siti il nuraghe ed il complesso rurale omonimi.
Il primo è, indubbiamente,
il monotorre meglio conservato dellintero Goceano, anche se nel terrazzo si trovano
tre bellissimi lecci, che comunque non hanno intaccato le strutture, visto che è coperto
da una tholos ancora in perfette condizioni.
Si accede da un ingresso,
attraverso un corridoio strombato, con nicchia a sezione trapezoidale sulla destra e scala
elicoidale a sinistra, verso lemozionante interno della camera circolare, del
diametro di 4,60 m, con tre nicchie disposte a croce, e con un pozzo al centro, realizzato
con conci perfettamente squadrati.
Con una scala a piano
inclinato, ricavata nello spessore murario (che alla base raggiunge i 4,40 m), si accede
al terrazzo del piano superiore dove si trovano due ripostigli, voltati a tholos, dei
quali uno alto 2,65 m.
Il complesso rurale è costituito da un edificio
principale a due piani, sul cui retro sono stati addossati tre ambienti, due dei quali ad
un solo piano con probabili funzioni di stalle e fienili. Particolare linterno
dellambiente a due piani - in posizione centrale rispetto ai due più bassi - perché conserva nel piano superiore, le pareti dipinte con
fascia marcapiano e una cornice trapezoidale a due colori, con gli angoli segnati sulla
diagonale da tre piccoli rombi, che segue il profilo del tetto ad una falda, con le travi
lignee a vista e lincannicciato.
Molto bello anche il
cornicione delledificio principale, realizzato con delle piatte lastre rettangolari
di scisto sporgenti, a protezione della parete dallintemperie, con la soprastante
tipica gronda sarda, con le tegole concave che sporgono rispetto alle convesse, per
allontanare ulteriormente le acque piovane dal muro.
Litinerario
prosegue sino alla località Sa Serra, lungo la SP 101, dove segnaliamo un punto
panoramico dal quale si può ammirare lampia vallata del Goceano, i monti del
Gennargentu e di Oliena. Proseguendo scorgiamo anche il castello di Burgos - che si raggiunge attraverso il
paese, del quale rimangono gli atti della sua fondazione, avvenuta nella seconda metà del
XIV - dove
concluderemo il percorso.
Eretto agli inizi del XII
sec., per volere del giudice Gonario di Torres, su un isolato picco granitico (quota 645), in posizione dominante rispetto a tutta lalta valle del Tirso. Nel 1233, nel
castello fu ucciso Barisone di Torres da dei sicari mandati da Ubaldo Visconti; nel 1288
passò a Genova; nel 1297 ai Doria e nel 1349 allArborea, il cui giudice Mariano IV
de Basserra ne dispose il ripopolamento, conducendovi 25 famiglie di coloni,
affinché coltivassero le terre.
Inaccessibile ad Est e
a Nord per la conformazione morfologica del terreno, la rocca conserva ancora parte della
triplice cinta delle mura in conci di granito. Dalle mura emerge la torre quadrangolare - restaurata recentemente - per circa 16 metri, rispetto
al piano del cortile, con la porta sopraelevata a cui si accedeva tramite una scala
retrattile.
Il paramento murario è in
conci calcarei di pezzatura non regolare, con cantoni trachitici di rinforzo per gli
spigoli; nei corpi di fabbrica a bastionatura della torre ci sono anche alcuni tratti di
paramento in laterizio ed in pietrame misto. Purtroppo non rimangono tracce del
coronamento merlato, che concludeva i castelli medievali; rimangono invece alcune feritoie
fortemente strombate e al centro un vano ipogeico, probabilmente una cisterna scavata
nella roccia.
Da segnalare, inoltre,
a Burgos il Museo dei Beni Culturali -noto anche come Museo dei Castelli - recentemente
realizzato con finanziamento della VII Comunità Montana "Goceano", sul quale si
sta mettendo a punto un ulteriore progetto scientifico, redatto dallautorevole prof.
Roberto Caprara, con il conseguente allestimento che privilegerà laspetto museale
relativamente alle fortificazioni e/o presidi militari. Si dovrà, quindi, ampliare
lattuale sede del Museo, con lannessione dei locali attigui dellex
scuola materna, con la realizzazione di un centro studi che rivitalizzi il Museo,
estendendo la propria attività alle strutture fortificate di tutta la Sardegna, cercando,
anche, la collaborazione con analoghi centri esistenti nel resto dEuropa.
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